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martedì, 05 febbraio 2008

ADDIO AL CELIBATO

Giusto ciò di cui il mondo sentiva il bisogno: una festa. Sorvolo sul fatto che un addio al celibato venga organizzato da un'amica dello sposo (torta-candeline-sprite al posto di una slozza dell'est), e del resto nemmeno mi vien voglia di lanciarmi in una geremiade sulla stronzaggine insita in questo genere di celebrazioni. La cosa dovrebbe essere talmente palese che o la si sa già, oppure non la si capirà mai comunque e allora tanto vale non perdere tempo. Qual è allora il punto? Il punto è che, scava scava, quando vai a 'sto genere di feste divertirsi è impossibile. Il folklore di vedere magari un puttanone che si dimena su un tavolo, nella più grezza delle ipotesi, non mi affascina. Anche perchè so perfettamente che ogni ondeggiamento delle tette mi verrà a costare come minimo 50 centesimi, e comunque tutta l'atmosfera mi farebbe molto Insomnia Pub. Se invece -come è probabile, visto chi si interessa della cosa- si tratterà al limite di una serata assolutamente NORMALE (et encore!), mi chiedo perchè proprio di giovedì. Dei potenziali invitati non sono l'unico ad avere un lavoro, e sai che voglia che ho di svegliarmi alle 8 il venerdì mattina con la fiatella al gasolio, il mal di testa e la sciolta alcolica. E poi non capisco il festeggiato: d'accordo, sarai anche felice, ma in cuor tuo sai che le persone che ti stanno affianco reputano la tua scelta una coglionata al pari di infilare le dita nel culo del gatto -e allora chi te lo fa fare? Senza contare che, insomma... se c'è un'occasione in cui l'amor proprio va in vacanza è proprio in occasione di queste cose. Urla al tavolo, l'eventuale sbroccata in strada, il pagare 10€ un cocktail, i canti paragoliardici (non mi farò mai abbastanza complimenti per essermi laureato in gran segreto) che nemmeno in Classe di Ferro, l'eventuale conoscente criptofascista che vorresti prendere a catenate sui denti... Boh. Però mi ha detto "Tieniti libero!" anzichè semplicemente "Tieniti libero", per cui potrei anche non trovare il coraggio di tirare fuori una palla del tipo che questo lavoro da dogsitter non mi lascia un attimo di respiro. Non ci son cazzi, 'sto messaggio mi ha rovinato la serata.
postato da: reiser alle ore 22:47 | link | commenti (5)
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domenica, 03 febbraio 2008

TI SEI CONNESSO?

Oggi un mio amico mi ha inviato una mail nella quale, oltre ad invitarmi a riprendere in mano il blog "normale", cioè questo, mi suggerisce di andare a dare un'occhiata ad un simpatico sito che risponde al nome di Tiseiconnesso. Solleticato nella mia vanità, decido di fare ambedue le cose, ma francamente c'è poco da dire. Iniziative parastatali (non si capisce bene infatti se il sito sia curato da una onlus o dal Ministero delle Comunicazioni) come questa emanano fin dal primo caricamento un fetore nauseabondo di sfiga mista ad un enorme deficit comunicativo. Se difatti persino io, che navigo oramai verso l'età da genitore più che verso quella da spermatozoo, reputo i contenuti non attuali e presentati in modo orribile, qualcosa di sbagliato ci dovrà pur essere.
Do un primo suggerimento: in un paese nel quale ancor'oggi prosperano credenze semipagane (cartomanzia), totalmente idiote ma con un alibi dato dalla tradizione (o' sangue di San Gennaro ed altre fesserie pop legate alla religione), o più semplicemente eredi della tradizione italica a farsi comandare pur di scaricare le proprie responsabilità (cfr. la ricerca del cosid. Uomo Forte©), qual è esattamente il criterio di giudizio secondo il quale un genitore può muoversi per verificare se determinati contenuti possono essere consoni per il proprio virgulto? Certo, se tuo figlio ha sei anni e lo becchi a scaricarsi l'intera collezione di facciali di Peter North qualche cosa può venirti in mente, ma proviamo ad immaginare quel che può avvenire in una situazione reputabile come "normale".

La famiglia è come minimo composta da un figlio ed i suoi due genitori, ai quali la vita ha dato talmente tanti calci in culo che sono diventati cinici per comodità (così come erano diventati contestatori per comodità, acculturati per comodità, socialisti per comodità ecc.); questi hanno sostanzialmente perso ogni interesse verso il mondo ma sono troppo pigri per rendersene conto. Tuttavia, in un guizzo di attività, 15 anni fa hanno deciso di fare un figlio da usare come piede di porco per scardinare la loro ricerca di punti fermi; sfortunatamente, il figlio si è rivelato essere alla loro altezza -non poteva essere altrimenti- e dopo un'infanzia vissuta senza infamia e senza lode ora ha già intrapreso il viale del tramonto intellettuale. Legge Moccia quando va bene, il suo desiderio di avere uno scooter è stato immediatamente soddisfatto ("ma stai attento, eh"), considera la scuola un nemico, si sente incompreso dai genitori (commettendo il primo di una lunga serie di sbagli), passa giornate a tessere rapporti a suon di SMS e parla come un semianalfabeta. Non può mancare all'appello una squadra del cuore (che sarà inevitabilmente "magica"), passa con disinvoltura da destra a sinistra, non riesce a stare da solo per più di mezza giornata e considera l'andare ad Amsterdam con gli amici un elemento pivotale della sua adolescenza. Litigherà con la sua ragazza per questo.
Ritratta che è stata la situazione, passiamo al dunque: un bel giorno, Francesco (o Luca, o Andrea o Matteo) entrerà in contatto con il computer. Per la legge dei grandi numeri non si può escludere che, tra una ricerca di una suoneria e l'altra, Francesco riesca a trovare degli stimoli che fino a quel momento la sua naturale evoluzione culturale gli aveva negato. Forse riuscirà col tempo a sviluppare dei gusti e degli interessi ben definiti, ma ovviamente prima dovrà farsi una bella gavetta di creazione di filtri -dei quali fino a quel momento era sprovvisto. E, magari, un bel giorno si troverà anche ad avere un'identità. Lo so, potrebbero dire che sono un sognatore, ma non sono l'unico.
Epperò potrebbe subentrare un elemento di disturbo in tutto questo: i genitori. Essendo state le loro irrazionali paure stuzzicate da migliaia di servizi del tiggì (pedofilia, bullismo, terrorismo ecc.), questi interverranno con ferreo pugno sulla gestione di internet. Seguendo poi alcune delle preziose indicazioni fornite da siti come T6Konnesso (o, peggio, dal Moige), gli segheranno qualsiasi P2P, pretenderanno che si rechi ad eventi come "Zai Net" (consultate il blog per saperne di più anche voi!) e via dicendo. Di più: non appena svliupperà la tendenza di starsene incollato tre ore davanti al PC quantomeno per giocare, gli diranno "ma perchè non esci, con questo bel tempo", condannadolo così a ritornare alla sua cricca di inetti che, putacaso, aveva abbandonato proprio a causa dello sviluppo di interessi. Così facendo, Francesco verrà nuovamente risucchiato in un maelstrom fatto di pomeriggi in Corso Como, di primi pippotti, di feste nella villa dell'amico dell'amico (affittata, si capisce, la villa) e di televisione. E così, senza sforzo, allo scadere dei diciassette anni ecco pronto un nuovo elettore di Forza Italia!

Mi piacerebbe continuare ad immaginare la sua vita, composta da referenti morali assolutamente miserabili (il patriottismo, il senso del decoro, la famiglia solo per citarne alcuni) ma mi fermo qui. La causa di tutto questo va ricercata senz'altro nei genitori (se devi ricorrere ad un sito per cercare aiuto per me sei come minimo uno sprovveduto), ma anche nella totale incapacità di veicolare messaggi tramite siti come T6Connessoh. Quello che trovo più tragico, difatti, è l'assoluta voglia di andare incontro alla gioventù da parte dello Stato, cosa che generalmente si concretizza nel trattare l'interlocutore come un idiota. E a meno che quest'ultimo non lo sia veramente, sotto sotto si sentirà offeso e prima o poi dirà "ma ficcateli nel culo i tuoi consigli". Ecco: dopo aver visto una delle puntate de "Il glossario di Marta", mi son dato una pacca sulla spalla dicendo "bravo, lo sapevo che avevi ragione!". Guardiamolo insieme:

Ogni commento è superfluo, vorrei solo far notare l'assenza di scarpe ai piedi di Marta, la quale evidentemente ama girare per casa a piedi nudi come le famiglie norvegesi dei cataloghi Ikea. Azzeccati inoltre i primi fotogrammi, che indurrebbero a pensare ad un porno fintoamatoriale stile Mikesapartment. Non mi sarei stupito se, terminata la musichetta, una voce fuori campo le avesse chiesto "How old are you?" "Eighteen" "Eighteen... do you wanna slob on my cock?".
postato da: reiser alle ore 22:12 | link | commenti (6)
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